CHIGOZIE, IL BRACCIANTE

(storia verosimile con personaggio di libera fantasia)

“Mi chiamo Chigozie, ho 29 anni e sono nato in un piccolo paese di pescatori sul delta del Niger. Fin da bambino mi è stato insegnato a pescare; aiutavo mio padre e mio zio a tirare le reti e imparavo tutti i trucchi di questo faticoso mestiere. Non potevamo permetterci la scuola, ma io ero comunque contento di dare una mano a sostenere la mia famiglia. Col tempo però le cose sono cambiate: pescavamo sempre meno e nel 2012 nel nostro territorio c’è stata una fuoriuscita di petrolio che ha devastato l’ecosistema. La mia famiglia, già indebitata da tempo, si è trovata in una situazione tragica.                                 A malincuore ho venduto tutto ciò che possedevo, mi sono indebitato ulteriormente, e sono partito per raggiungere l’Europa. Il viaggio che mi ha portato a Lampedusa è durato quasi due anni: sono rimasto bloccato in Libia a lungo praticamente ridotto in schiavitù dai miei creditori; poi una sera ci hanno caricato su una sorta di gommone, eravamo strettissimi… un incubo da dimenticare.

Ancora oggi porto cicatrici visibili ed invisibili di quel periodo.

I primi anni in Italia ho lavorato come bracciante vicino a Foggia. Raccoglievo i pomodori, €4 ogni 350 kg raccolti. Alcuni di noi un contratto ce l’avevano, anche se non veniva mai rispettato e lavoravano molte più ore di quelle per cui venivano pagati. Quando non ho più sopportato quelle condizioni, ho deciso di spostarmi più al Nord, pensando di trovare una situazione migliore, ma non è stato così.

Non ho mai avuto un contratto e ultimamente cambio spesso zona, a seconda della stagione. Così spesso mi tocca salutare gli amici che sono riuscito a farmi nel poco tempo libero.

Ora sto in Liguria. Vivo in una roulotte con altri quattro braccianti. Facciamo così per risparmiare, e quello che riesco a mettere da parte lo mando a casa.  Sarebbe invivibile se dovessimo effettivamente stare qua dentro tutto il giorno.

Su Facebook ho visto una foto di un “Corona Market” con gli scaffali completamente vuoti… La gente non si preoccupa più di tanto di tutto il lavoro che sta dietro ad un supermercato ben fornito. Da quando è scoppiata questa pandemia infatti lavoriamo ancora di più. I ritmi sono distruttivi e ovviamente per noi non è cambiato nulla in quanto a sicurezza sul lavoro. Inoltre per raggiungere il campo dobbiamo stare attenti a non farci scoprire non avendo né contratto, né ovviamente permessi per spostarci.

Una settimana fa spostando delle casse di zucchine mi sono fatto male alla schiena. La mattina seguente non riuscivo ad alzarmi e non sono potuto andare a lavorare. Per fortuna sono riuscito a recuperare qualche antidolorifico ed il giorno dopo ho ripreso la raccolta. Senza non riesco a lavorare, ma non mi posso fermare. Un amico mi ha detto che a Genova c’è un ambulatorio dove potrei farmi vedere; purtroppo ho scoperto che ha dovuto chiudere per via del Coronavirus, forse posso provare a telefonare, comunque non avendo il medico di base, mi sa che dovrò tenermi il male alla schiena e comprarmi altri antidolorifici.

Intanto cerchiamo di non prenderci delle multe e di non ammalarci.”

Spunti di riflessione: 

  1. Secondo te quali elementi hanno influito sulla salute di Chigozie?
  2. Che significato ha il lavoro nella vita di Chigozie? In quanti e quali modi influenza la sua salute?
  3. Che valore ha secondo te il lavoro dei braccianti? Pensi che sia sufficientemente tutelato e valorizzato in Italia?

 

SICUREZZA SUL LAVORO: IERI, OGGI E DOMANI (FORSE)

Il lavoro racchiude numerosi determinanti di salute: esso determina il reddito, la possibilità di studiare, il tempo dedicato ai figli e in certi Stati anche la possibilità o meno di avere un’assicurazione sanitaria.

La sicurezza sul lavoro è uno di questi determinanti di salute ed è forse quello in cui è più evidente l’effetto diretto sul corpo, così come sono evidenti le disuguaglianze, sistematiche ed ingiuste, che attraverso di esso agiscono su differenti gruppi di persone.

Nel 2019 si sono registrate un totale di 1089 morti sul lavoro, ed è quindi allarmante il primo bollettino Inail del 2020 che riporta 52 incidenti con esito mortale sul lavoro solo a gennaio, 8 in più rispetto allo stesso mese del 2019. Di questi tempi, l’ulteriore riflessione che sorge spontanea è come alcuni dei lavori che sono essenziali per la nostra vita, come quelli agricoli o sanitari, siano allo stesso tempo i più rischiosi.

Si è parlato di eroi riferendosi a questi lavoratori, eppure non è stata tutelata la loro salute e questa situazione, oltre ad essere innecessaria ed eticamente problematica, si è rivelata controproducente per la salute di colleghi, famiglie ed ovviamente pazienti.

Il numero dei medici deceduti per l’epidemia continua ad aumentare: al 17 aprile risultano 131 morti tra il personale medico, secondo la Federazione nazionale degli ordini dei medici, 10 tra i farmacisti e 34 tra gli infermieri.

Altro fattore che ci ha fatto pensare è come per settimane lavoratori non essenziali hanno dovuto continuare a lavorare, mettendo inutilmente a repentaglio la propria vita.

Forse la centralità della sicurezza sul lavoro in questa emergenza può non essere del tutto negativa, se, anche a pandemia terminata, ci porterà a riflettere nuovamente su quanto sia importante assicurarla a tutti.

Persino un virus colpisce in maniera diseguale gruppi più o meno svantaggiati e lo studio dei determinanti e delle disuguaglianze sociali, che contribuiscono alla differente distribuzione della salute, potrebbe avere come effetto positivo una diminuita vulnerabilità della nostra società nei confronti di emergenze come quella attuale.

Alice e il Comitato Scientifico LabBlog 2020

Se hai qualche curiosità o vuoi farci qualche domanda, scrivi a labmond@sism.org, ci farebbe piacere sapere che ne pensi!

Fonti

Caso studio:

  1. https://www.amnesty.it/crisi-ambientale-nigeria-scoperte-gravi-negligenze-parte-shell-ed-eni/

Approfondimento tematico:

  1. https://agriregionieuropa.univpm.it/it/content/article/31/26/caratteristiche-e-conseguenze-degli-infortuni-sul-lavoro-unanalisi-delle
  2. https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2020/04/17/coronavirus-morto-farmacista-salgono-a-10-le-vittime_3b097132-82cc-44cd-8fe3-9f3e9d2d0bac.html
  3. https://ilmanifesto.it/cinquantadue-morti-non-e-un-virus-ma-la-strage-del-lavoro/?fbclid=IwAR3Hq2g130zbXHF5gTxGX0_cCLktmtSxgj739u9Wxl-cf7bSPzkIl0pKHNM
  4. https://www.radiopopolare.it/lavori-non-essenziali-durante-epidemia/