UN NUOVO MO(N)DO PER VEDERE IL LAVORO
Guida alla disillusione dalla società della crescita

Ed eccoci giunti all’ultima tappa del nostro laboratorio!

Ci siamo soffermati sui determinanti che influenzano la nostra salute e, in particolare, su come il lavoro può influire su di essa; abbiamo fatto un passo indietro cercando di capire l’origine delle disuguaglianze sociali e lavorative, e di spiegarci come mai, ancora oggi, siano così imponenti. Infine ci siamo ritrovati ad analizzare le criticità della società in cui viviamo e abbiamo messo in discussione la credenza ormai consolidata che esista un solo mondo possibile, una sola direzione: quella della crescita economica cieca e ossessiva.
La situazione attuale, esacerbata dalla pandemia che stiamo vivendo, ci pone dinanzi a un bivio: da una parte si può proseguire per inerzia lungo la via della crescita economica, dello sfruttamento ambientale, del consumismo, sperando che stavolta sia migliore; dall’altra abbiamo la possibilità di intraprendere la strada meno battuta, sicuramente più ostica, e generare un’inversione di tendenza.
A questo punto sarebbe auspicabile scegliere un percorso di solidarietà, di libertà reciproca,  di rispetto per sé stessi e per l’ambiente, che porti finalmente a un mondo meno diseguale.

Questo grafico dimostra che la crescita economica ha un limite. E’ impossibile crescere all’infinito, dato che le risorse del pianeta non sono infinite, nonostante ciò il tasso di crescita demografico è in continuo aumento. Quando il limite verrà raggiunto ci si troverà davanti all’unica strada possibile: una recessione infelice, caratterizzata da improvvisi rallentamenti delle produzioni, dall’aumento della povertà e della fame. [Grafico tratto dal Rapporto sui limiti dello sviluppo (dal libro The Limits to Growth), commissionato al MIT dal Club di Roma, 1972].

Vi riportiamo quindi alcuni importanti punti della Carta di Bologna, sottoscritta dalle associazioni costitutive della Rete Sostenibilità e Salute, di cui fa parte anche il SISM:

  1. La salute è intesa non solo come diritto da tutelare, ma anche come bene comune, di cui prendersi cura in modo attivo, attraverso la partecipazione responsabile e diretta delle persone e delle comunità anche nella definizione e nell’attuazione delle politiche.
  2. I modelli di salute, sanità e cura devono porre al centro la persona in continuo rapporto con il circostante ambiente fisico e relazionale. Devono favorire le capacità di resilienza, partecipazione e autodeterminazione dell’individuo e della collettività adottando un approccio che privilegi la cura del paziente piuttosto che della malattia e l’attenzione alla salutogenesi e ai determinanti della salute, piuttosto che alla patologia.
  3. Si devono adottare forme di organizzazione e di gestione dei servizi sanitari basate sull’assistenza primaria e sull’integrazione con i servizi, le reti sociali e il volontariato, promuovendo il sistema di tutele e garanzie di comunità.

 

Per costruire e garantire la nostra salute e quella delle generazioni successive è necessario rimettere in discussione il paradigma socio-economico e culturale della crescita ed avviare una vera e propria rivoluzione culturale che porti alla decrescita felice.

Decrescita significa ridurre gli sprechi, ovvero limitare la produzione di tutte quelle merci che non sono beni, diminuendone così l’impatto economico e ambientale; significa, quindi, passare da una logica quantitativa a una logica qualitativa, scegliendo il meno quando è meglio.
Ci sono poi anche beni che non possono essere inquadrati come merci, come l’affetto dei propri cari, la cooperazione, la stima tra gli individui, tutti valori che spesso vengono soffocati nella società della crescita; l’obiettivo risulta quindi quello di diminuire il tempo che viene investito nel lavoro, favorendo il tempo da dedicare alle relazioni.

E noi, da dove possiamo cominciare? Oggi alle 17.30 in diretta streaming youtube Jean Louis Aillon, medico psicoterapeuta, portavoce italiano della RSS (rete sostenibilità e salute) ed esponente italiano del Movimento per la Decrescita Felice, ci parlerà di come la decrescita felice possa diventare effettivamente uno spazio di reazione.
Clicca qui per accedere https://youtu.be/pV_oALtbQbE

Il Comitato scientifico LabBlog 2020

Fonti

  1. Decrescita felice e costruzione della salute: un circolo virtuoso
  2. Carta di Bologna
  3. Un nuovo mo(n)do per fare salute. Le proposte della Rete Sostenibilità e Salute. A cura di Jean-Louis Aillon, Matteo Bessone, Chiara Bodini